Una domenica di giugno ero seduta davanti al PC quando un rumore strano, proveniente dall'acquario di fronte la scrivania attirò la mia attenzione. Il Discus Leopard aveva qualcosa da obiettare, come sempre. Lo osservai per diversi minuti. Non era certo la prima volta che mi soffermavo a guardare l'acquario, ma quel giorno accadde qualcosa.
Mi chiesi: ma noi, dal loro punto di vista, cosa siamo? Qual è la loro percezione del mondo che sta al di là del vetro? In fondo il loro universo è contenuto in una scatola trasparente e tutto ciò che vive al di fuori è per loro sconosciuto. L'istante seguente la mia riflessione, sentii le dita scivolare sulla tastiera e il Leopard prese vita.
In pochi minuti mi ritrovai a scrivere il primo paragrafo di non sapevo neanch'io ancora cosa. Alla fine delle terza pagina, cominciai a provare una strana eccitazione, sentivo i personaggi materializzarsi sui tasti. E così nacquero Piggy, Sam e Cobalto e per ognuno di loro iniziò a delinearsi una personalità diversa.
Non sapevo cosa avrei scritto al paragrafo successivo, ma la storia ha preso vita da sola. Forse sembra una frase fatta, ma quando ti rendi conto che la tua mente e le tue idee vanno più veloci delle dita sulla tastiera e devi cercare di fotografarle e di adeguare il ritmo per non lasciarle sfuggire, allora senti l'adrenalina scorrere nelle vene e una strana euforia si impadronisce di te.
Scrivere questo piccolo libro per bambini è stata per me un'esperienza bellissima, positivo o negativo che sia l'esito. Questo sarete voi a giudicarlo. Quando dalla tua creatività nasce qualcosa, buona o brutta che sia, è sempre un risultato.
I personaggi del libro mi stanno guardando anche in questo momento, curiosi e pettegoli come comari, mentre scrivo queste righe per voi. Non possono certo immaginare di essere stati fonte d'ispirazione, ma di certo ne è consapevole colui che li ha messi nell'acquario che, creando con passione un quadro naturale, ha stimolato la mia fantasia, consentendomi di far muovere i miei personaggi con facilità tra Ozelot, Echinodorus e Cabomba.
A lui dico grazie e anche: "Ma è possibile che ti servano sempre le MIE forbici da cucina?". Per non parlare della solita frase ormai urlata con disperazione e rassegnazione: "Dov'è lo strofinaccio con cui asciugo i piatti?". Tanto lo sappiamo tutte noi dove sono entrambi gli oggetti …
Quando sono arrivata alla fine della mia storia, ho capito che era bastato pensare a tutto quello che accade in un acquario di solito, ribaltare la prospettiva e cercare di vedere gli eventi dal punto di vista di quegli esseri che vivono dentro una teca di vetro, cercando di capire come percepiscono gli strani fenomeni di cui noi siamo gli artefici.
Non so se avrete la pazienza di leggere quanto ho scritto, ma se doveste farlo, ricordate che forse anche i vostri pescetti la pensano come i miei.