L'ho definito tranquillo, un acquario tranquillo, e non solo per il senso di pace e serenità che mi infonde ogni volta che lo osservo. E' tranquillo perché lo contrappongo ad altre mie vasche molto più "discole e agguerrite" che sembrano sfidare le leggi di madre natura ogni volta che mi soffermo a considerarne la gestione.
Nacque come vasca chiusa munita di filtro interno e neon t8 da 18W [Acquario Panorama Image MTB] e venne modificato in seguito alla mia radicale [ed irreversibile] conversione all'acquario di piante.
Originariamente ospitava una coppia di Heckel che mi tennero compagnia per diversi anni fino alla fine dei loro giorni, avvenuta per improbabili quanto misteriose cause circa 5 anni fa. Da allora l'acquario ha subito diverse trasformazioni fino all'attuale, che perdura da ormai tre anni.
E' una vasca tranquilla, dicevo, e non solo per ciò che trasmette. L'attuale allestimento conserva l'originaria struttura di base realizzata in seguito alla sua trasformazione da chiuso in aperto, le medesime piante e gli stessi pesci.
L'illuminazione è stata radicalmente sostituita con una plafoniera Jalli che monta una lampada PL CH Lighting da 96W, 10000 K, illuminazione questa che non ho mai gradito particolarmente ma che è stata comunque capace di far crescere in maniera rigogliosa le piante ospitate in acquario.
Il filtro interno è stato invece sostituito con un Hydor Prime 20, con spugna e cannolicchi. Il substrato è costituito dalla onnipresente Fluorite Seachem, miscelata con Gravelit e ricoperta da quarzo rosa a granulometria medio/fine.
Le alterne vicende del programma di fertilizzazione e l'attenta osservazione della crescita delle piante mi hanno indotto, circa un anno fa a sospendere totalmente la somministrazione di nutrienti in forma liquida, limitando gli interventi di sostentamento con delle compresse a lenta cessione [JBL Ferrotabs alternate a Flourish Tabs Seachem] che introduco nel substrato, in prossimità dei cespi più sviluppati] ogni due mesi circa.
La prima considerazione sulla quale credo sia opportuno porre l'accento è proprio questo particolare rapporto che si instaura tra l'acquariofilo e l'acquario, poiché, lo abbiamo più volte ripetuto su questo magazine, non esiste un sistema universale ed universalmente riconosciuto, per far crescere le piante in maniera rigogliosa e sana.
Le piante, la loro crescita e l'assenza di alghe, hanno generato nel sottoscritto un singolare entusiasmo e non poche riflessioni sulla fisiologia vegetale poiché, in costanza di assenza di nutrienti in forma liquida [e considerato il carico organico fornito dai pesci, pressoché nullo], l'intera comitiva vegetale cresceva in maniera lussureggiante.
Le piante, quasi tutte a spiccata assimilazione per via radicale, eccezion fatta per muschi ed altre epifite, non mostravano alcun segno di sofferenza, regalandomi spettacolari fioriture.
La vasca ospita ormai da diversi anni: Echinodorus ozelot v. "green", Echinodorus Regine Hildebrandt, Cryptocorine balansae, Cryptocorine nevillii, Cryptocorine undulata, Nuphar japonica, Sagittaria platiphylla, Microsorum, Microsorum windeløw, Bolbitis eudelotii, Anubias bartheri v. nana, Vesicularia dubiana.
Piante decisamente tranquille, che all'euforia della gestione iper tecnologica hanno mostrato di preferire i ritmi più pacati di una conduzione da "via di mezzo", fatta sostanzialmente di periodici rabbocchi e cambi d'acqua quasi mensili.
La vasca, abbandonato il regime da Estimative Index, è diventata più godibile, fruibile all'acquariofilo, all'osservatore, ma soprattutto alle piante ed ai pesci che la popolano.
L'acquario da "lay-out" [eliminate le piante più esigenti, che certamente non avrebbero tollerato la mano leggera della ridotta somministrazione di CO2 e della totale assenza di fertilizzazione liquida], è divenuto acquario contenitore. Un contenitore che ritengo armonico, forse non da Contest, ma dotato di una propria personalità.
La conduzione è adesso molto più tranquilla e paradossalmente l'acquario riesce a catturarmi più di quanto non facciano altre mie vasche, decisamente più belle ma forse meno personali.
Questo mio scritto, lungi dal voler fornire regole auree di conduzione, vuole, come sempre, essere soltanto una testimonianza vissuta in prima persona nella gestione di acquari di piante, convinto come sono che questi nostri tamtam abbiano un valore solo se riescono ad indurre un minimo di riflessione in chi ci legge.

Tutti i numeri dell'acquario:
| dimensioni | 90 x 40 x 40 |
|---|---|
| capacita' | 125 litri |
| manutenzione | Cambi d'acqua di circa 40 litri ogni 3 settimane. Mensilmente una leggera sifonatura al substrato e una vigorosa aspirazione dei detriti che si depositano sopra i fitti cespugli di Microsorum e Vesicularia. Ogni 2 mesi circa un'accurata pulizia del filtro [la sola parte meccanica] |
| acqua | Osmosi 2/3, rubinetto 1/3 [trattata con biocondizionatore] temp 26° |
| co2 | 30 bolle/minuto [CO2 Askoll System] |
| pesci | 20 Paracheirodon axelrodi, 6 Corydoras reticulatus, 10 Otocinclus, una coppia di Apistogramma cacatuoides |