Le vere passioni si riconoscono da alcuni punti fermi imprescindibili. Prima di tutto deve esserci un interesse inconsueto da parte di una persona per la propria passione, che si tratti di una collezione – francobolli, elefantini in ceramica, auto d'epoca, tutto fa brodo – di un'attività intellettuale – leggere poesie o libri gialli, coniare aforismi, recitare – o manuale – ricamare a punto croce, creare modellini di navi con i fiammiferi, coltivare piante in giardino o in acquario ...
Ovunque si trovi, il vero appassionato cercherà poi in ogni modo di mantenere viva la fiamma della sua passione procurandosi nuovi pezzi della collezione, trovando ispirazione per nuove creazioni o indagando su percorsi innovativi o possibilità inattese che gli permettano di ampliare il suo campo d'azione o semplicemente di dare sfogo più di prima al suo principale interesse
Tuttavia, per quanto affascinante possa essere per colui o colei che la pratica, una passione non sarà mai veramente gratificante senza una conferma esterna. E' necessario che i suoi interlocutori principali, e cioè la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro, riconoscano l'essenza della passione negli occhi e nel cuore dell'appassionato.
Ma tutto ciò è comunque secondario rispetto all'esigenza fondamentale di un appassionato, quella di confrontarsi con i suoi pari, con altri "fissati" che coltivano la sua stessa passione.
Come ogni altro appassionato, l'acquariofilo o acquaplantofilo che sia non sfugge a questa regola. Per quanto oscura possa essere stata fino ad allora la sua esistenza, e timidamente celata la sua passione, non appena incontra un altro appassionato egli risorge a nuova vita. Tutta la fatica fatta fino a quel momento per cercare di trasmettere alla famiglia il suo interesse per quelle piantine stentate, l'imbarazzo provato talora nel dover spiegare ai colleghi fissati con il calcio che lui non segue le partite perchè preferisce contare e ricontare le bolle di CO2 per esser certo che il diffusore, quella specie di giostrina delle bolle, funzioni a dovere, ogni cruccio sembra svanire non appena un acquaplantofilo ne incontra un altro.
E ormai succede di norma quasi sempre in Internet, in uno dei vari forum specialistici.
Le prime settimane di conoscenza in chat sono sempre idilliache. Una volta scoperto che altri esseri umani condividono quel particolare interesse l'acquaplantofilo smette finalmente di sentirsi un alieno e si lascia andare, finalmente libero di esprimere dubbi e curiosità con altri che sa essere perfettamente in sintonia con lui. Apre il suo cuore ai nuovi amici, descrive le sue esperienze osando addirittura raccontare quelle fallimentari, accenna timidamente ai successi di cui è particolarmente orgoglioso, aspettando che siano gli altri a chiedergli i dettagli, cosicché possa poi lanciarsi in appassionate spiegazioni sul metodo da lui elaborato per raggiungere un risultato sorprendentemente felice.
A volte capita anche di fraintendere o di essere fraintesi nell'esposizione delle reciproche opinioni, ma di solito, dopo una prima inevitabile scrematura fra i vari tipi di messaggi che arrivano al forum lasciando trasparire almeno in parte la personalità dei partecipanti, si crea un legame di fondo fra veri appassionati, quelli che si percepisce essere sulla propria lunghezza d'onda. In qualche caso addirittura il legame iniziale tende a trasformarsi in amicizia, ci si scambiano i numeri di telefono e si comincia a dialogare direttamente via e-mail.
Segue, inevitabilmente, una fase conflittuale durante la quale si entra in polemica con qualcuno, anche se di solito capita con persone con cui non si era creato un legame particolarmente forte, o che già dall'inizio l'appassionato trovava presuntuosi, superbi, tornacontisti, superficiali o decisamente ottusi! Gli scambi di messaggi, quelli che gli habitué dei forum chiamano "post", si intensificano e diventano particolarmente vivaci, a volte ci si attacca sulle reciproche posizioni con una tale veemenza che è impossibile non coinvolgere anche altri appassionati frequentatori, quelli che si considerano "amici", per cercare conforto e conferma alle proprie convinzioni o asserzioni.
Nascono fazioni, i partigiani di un metodo propugnano le loro idee adducendo ogni possibile ragione per cercare di affermare il proprio punto, mentre altri vi si scagliano contro decisi a sottolineare l'errore palese in cui è caduta la fazione opposta, e ci si accalora e ci si impunta su una parola o un concetto così fumoso che si finisce per perdere di vista il punto di partenza, continuando ad aggiungere post su post per sostenere punti di per sé insostenibili.
A volte, bisogna ammetterlo, si tratta di "punti" non particolarmente robusti, magari ci si accapiglia su una risposta troppo succinta che qualcuno ha dato in tutta fretta a chi chiedeva un parere - ad esempio come gestire due tipi di pesci con esigenze opposte che un acquariofilo dubbioso e poco esperto vorrebbe inserire in vasca - oppure su un'opinione troppo tranchant, espressa magari nei confronti della foto di un acquario che un proprietario ha esposto trepidante e speranzoso di ricevere i complimenti di tutti per un layout elaborato con tanta fatica.
In ogni caso, superata la fase di acclimatamento, ognuno trova la propria dimensione, o meglio, la trovano di solito quelli che diventano frequentatori abituali, si creano i gruppetti e nascono persino delle vere e proprie coppie di anime gemelle. Qui il sesso non c'entra niente, le coppie si formano fra due anime votate alla stessa filosofia acquariofila, magari perchè condividono la stessa tendenza a coltivare certe piante, prediligono un certo tipo di fondo, seguono simili protocolli di fertilizzazione o adorano una specie particolare di pesci.
Fra un post specifico e l'altro, ogni tanto scappa una battuta su un argomento estraneo al forum (del resto anche gli acquariofili a modo loro sono umani ... e non automi come potrebbero sembrare vedendoli intenti a potare o a schiacciare lumache). Qualcuno, cogliendo la battuta o dando un'occhiata ai profili degli utenti, si accorge di condividere qualcosa con un altro o con altri, un'origine comune, la stessa città di residenza, la medesima squadra del cuore o l'identica fede politica, la calvizie o il pizzetto, la passione per l'hard rock o per le poesie romantiche, o varie cose insieme. Iniziano a parlarsi al telefono e prima o poi qualcuno propone un incontro da qualche parte, quella che diventerà la mitica CENA FRA ACQUARIOFILI.
E lì scatta la libidine ... nel senso che per un acquaplantofilo, la possibilità di passare qualche ora con altri che hanno la sua stessa passione, con la libertà di poter parlare solo, o prevalentemente, di quell'argomento, è (quasi) il massimo del godimento ... Ahimè, per alcuni è proprio il massimo, tanto che in quelle occasioni si dimenticano dell'esistenza degli altri e parlano, parlano, parlano fino allo sfinimento ... degli accompagnatori!
Di solito, per questi incontri dalle molte sfaccettature, nel centro-nord Italia si preferisce scegliere un pub o una birreria, dove la birra (di cui molti acquariofili sono forti consumatori) possa scorrere a fiumi. I menu preferiti sono a base di carni alla brace, salumi e formaggi, ma in ogni caso, anche se il cibo può variare (in fondo l'acquariofilo non ha eccessive pretese alimentari) è fondamentale che si vada di birra, birra, birra.
Al primo incontro, soprattutto se gli acquariofili sono accompagnati dalle/dai consorti, un certo iniziale riserbo è di rigore. Ci si scambiano i primi salamelecchi d'ordinanza, "da dove vieni, quanto ci hai messo ad arrivare, qual è il tuo vero nome [di solito sui forum ci si conosce soprattutto con i nick, i soprannomi]." E fra le mogli, "tu che lavoro fai? Hai dei bambini? Anche tuo marito lascia i secchi in giro per la casa? E al sabato ti porta sempre al negozio di acquari a vedere le piante/i pesci?".
Di solito qualcuno all'ultimo minuto darà buca, e se si è fortunati ed è il meno simpatico si potrà sfogare lo stress quotidiano mettendo in discussione lui e le sue vasche per tutta la sera. Una volta espletata la pratica delle ordinazioni finalmente ci si rilassa, e qualcuno inizia a raccontare del problema che ha con il filtro di una tal marca. Uno dei più estroversi spiegherà che lui quella marca non la usa più da tempo perchè ha scoperto che la tal altra marca è decisamente migliore, e gli altri cominceranno ad annuire, già semi-rapiti dall'affascinante argomento.
Pian piano si passa poi a trattare qualche teoria in discussione sul forum in quel dato periodo, e con l'aiuto della birra le lingue si sciolgono e anche gli acquariofili più educati cominciano a esprimere in tutta franchezza le proprie opinioni. Ad un certo punto, mentre si parla di alghe filamentose e BBA, le mogli/i mariti iniziano a sonnecchiare. In alternativa, se sono state fortunate o lungimiranti, le accompagnatrici sono sedute vicine e possono almeno scambiare due parole su altri argomenti, mentre i loro uomini ormai ottenebrati da un numero imbarazzante di boccali trangugiati approfondiscono, con la bocca fortemente impastata, argomenti estremamente attraenti, come la scala di colori e il grado di pH adatti a quella pianta o a quel pesce.
Essendo gli Acquariofili Uomini più numerosi delle Acquariofile Donne di solito questa sofferenza è inflitta a mogli e fidanzate, ma capita a volte di incontrare dei malcapitati accompagnatori di acquariofile, accasciati semisvenuti su una sedia del locale mentre la compagna discetta amabilmente dei gusci di cocco da lei appositamente sagomati per permettere alla femmina dell'adorata coppia di Ramirezi di farvi il nido con il massimo del confort.
Sempre più infervorata nella descrizione della sua fantasmagorica vasca, quest'appassionata non rileverà nessuno dei segnali che evidenziano lo stato di abbioccamento del marito già al termine della seconda portata, e lo abbandonerà al suo triste destino presa dal desiderio impellente di raccontare tutto, ma proprio tutto, sul numero di poppate a base di artemie vive che la microscopica nidiata appena sfornata dalla sua giovane coppia di pinnuti divora due volte al dì.
Al pover'uomo a quel punto restano due alternative: 1) intavolare una chiacchierata con la commensale vicina, anche lei accompagnatrice, col rischio di finire ammorbato dai racconti di una donna stressata da una giornata lavorativa e/o familiare impegnativa, 2) abbassare discretamente le palpebre e abbandonarsi alla "meditazione", magari Zen per restare in tema, badando però a sincronizzare la respirazione in modo da emettere di tanto in tanto un pacato "mmm" che lasci intendere che stia seguendo la conversazione, qualunque essa sia.
Devo ammettere, ad onor del vero, che molti degli accompagnatori - mogli / mariti / fidanzate / fidanzati - sono spesso mediamente esperti di acquari e affini, avendo finito per interessarsi anch'essi, per lo meno compatibilmente con altri hobby e impegni da gestire, a quella passione pur di far parte del mondo del loro compagno di vita, che altrimenti difficilmente troverebbe il tempo per frequentare anche loro oltre al proprio adorato mondo sommerso.
In queste serate fra acquariofili duri e puri è però difficile reggere il passo con le tendenze logorroiche di alcuni commensali, che hanno atteso per mesi quel momento, maturando pensieri su pensieri in attesa di poterli finalmente esprimere ad alta voce con qualcuno desideroso (!) di ascoltarli. A volte anche un vero acquariofilo può incontrare delle difficoltà nell'intavolare una conversazione con uno di questi conversatori scatenati.
Alla fine, vuotato il terzo o quarto o quinto boccale di birra, dopo il dessert, i limoncelli, le vodke e le grappe sono tutti più o meno stremati e, in attesa del caffè, galleggiano (vista la quantità di liquidi ingeriti mi sembra il verbo più adatto a descrivere un certo stato fisico) nel mare delle ipotesi più azzardate e dei ricordi strappalacrime, si parla di filosofia e di politica e si analizzano i principali difetti italici, senza tralasciare però i nostri pregi, soprattutto il grande senso estetico che naturalmente si esprime in primis in ambito acquariofilo, finchè le accompagnatrici non riescono a schiodarli dalle sedie e a trascinarli alle rispettive autovetture. Per molti la vivacità di quella serata avrà un seguito in casa, vista la necessità fisiologica di frequentare ripetutamente il bagno durante la notte per eliminare i liquidi trangugiati ...
Alcuni, ancora "galleggianti" di lì al mattino dopo, avranno dei piccoli incidenti domestici, andranno a sbattere contro l'armadio convinti che sia la porta del bagno, presi da arsura notturna al posto dell'acqua rischieranno di trangugiare del Fluorish dalla bottiglietta che tengono nello sportello del frigo, non riuscendo a individuare lo spazio dove infilarsi fra le lenzuola finiranno per sdraiarsi sul pavimento e lì si addormenteranno russando per tutta la notte come una segheria in pieno esercizio, e naturalmente alle 7:00 non sentiranno la sveglia e arriveranno in ritardo al lavoro, con un sorrisino inqualificabile sulle labbra.
Per far rosicare di invidia quelli che non sono riusciti a partecipare, alle 8:00 del mattino dopo sul forum cominceranno già a girare le foto della serata e finalmente ogni partecipante vedrà, come in uno specchio, la propria improbabile espressione assunta con la massima disinvoltura, e con un certo imbarazzo del coniuge, in quella indimenticabile occasione.
La necessità di un periodico scambio verbale di idee sulla passione comune porta di tanto in tanto gli acquariofili più entusiasti a coprire distanze anche molto ingenti pur di incontrare altri loro simili con cui si sentono particolarmente in sintonia, e soprattutto per passare qualche ora, o anche solo qualche minuto, abbeverandosi alla fonte della passione che può essere rappresentata di volta in volta dai massimi esperti dell'acquariofilia mondiale, nazionale o locale.
Così, se un acquariofilo viene a sapere che nella sua città o nelle vicinanze è di passaggio uno fra quelli che considera fra i più appassionati, un "fissato" come e più di lui/lei, farà di tutto per incontrarlo e attingere direttamente qualche goccia di pura passione dalle labbra dell'esperto. C'è chi attraversa la capitale, chi la pianura padana o addirittura l'intero stivale per passare poche ore o magari un weekend con un collega acquariofilo che stima particolarmente.
La passione è così, è un fuoco che divampa inarrestabile, che ti divora da dentro e non lascia scampo, deve essere vissuta con ogni fibra del corpo ed espressa con tutte le potenzialità che si possiedono. Ma soprattutto deve essere verbalizzata, discussa e analizzata ogni volta che è possibile, perchè solo in questo modo l'acquariofilo potrà tornare a casa esausto ma pienamente soddisfatto, sdraiarsi sul divano e fissare il vuoto pensando alla prossima vasca o al prossimo layout, nonostante quel fastidioso disturbo sonoro, quel rumore di fondo rappresentato dalla voce della moglie che continua a chiedere inascoltata: "cosa vuoi per cena?"