Attenzione leggere bene queste avvertenze prima di proseguire con la lettura: quello che segue è un delirio personale nato esclusivamente dalla mia mente e dal divertimento che provo nel prendere in giro un nostro amico comune. Racconta in realtà di un fatto realmente accaduto ma è così lontana da una guida [se non per il mio ricovero coatto] che penso dobbiate essere avvertiti prima della prosecuzione.
Buona lettura.
Come tutte le storie che si rispettino avevo pensato di iniziare con "era una notte buia e tempestosa" in realtà non lo era; era invece una mattina in cui il posto dove abito si stava impegnando a dare tutto il peggio di se … vento, umidità a saturazione, cielo grigio neanche fossimo in provincia di Milano e non in provincia di Tripoli.
Dentro di me splendeva però lo stesso un sole, acceso non dall’idrogeno, ma da due consapevolezze: la prima e che da li a poche ore avrei avuto anche io un acquario allestito secondo i dettami dell’imperatore del Giappone, ma che, udite udite, la sua realizzazione fisica sarebbe stata emanata direttamente dalle mani della sua incarnazione siciliana che, nella mia mente e nei miei scritti risponde, per me, al nome di Guru, al secolo a quello di Dario.
Come sempre avviene quando ci si trova al cospetto di idealizzazioni si rimane un po' stupiti scoprendo che anche loro hanno bisogni orribilmente materiali come ad esempio quello di fare colazione, prendere il caffè etc.
Non so se riesco a spiegare il mio stupore a quella gentile richiesta, nella mia mente albergava solida l’idea che si nutrisse di ECA, Bright K, acqua deionizzata e simili, e soprattutto non capivo come potesse tergiversare ulteriormente prima di assolvere al compito per cui evidentemente era stato mandato in terra.
Finalmente, arriviamo nel luogo dove si sarebbe materializzata la sua manifestazione ossia casa mia, e qui pregherei, voi lettori, di genuflettervi in segno di rispetto.
Il Guru inizia la sua opera
Il primo passo è stato quello che mi ha stupito di più … io ossessivo compulsivo creatore di raccolte d’acqua per la coltura delle alghe, stavo assistendo all’opera della Mente in diretta.
Anche Michelangelo avrà avuto un garzone che lo ha visto contemplare il soffitto vuoto di una cappella del Vaticano prima di mettersi a spennellare…ecco io mi sentivo esattamente come quel ragazzino, quasi potessi vedere o sentire il rumore delle rotelle che giravano.
Dicevo, prima di questa divagazione, il primo passo è stato quello che più mi ha stupito, il Guru si è seduto e ha iniziato a guardare quelli che per me erano i soliti 5 vetri tenuti insieme dal silicone.
Ho anche fatto una foto di questo momento ma, come già Gandhi, il suo spirito non ha permesso che rimanesse nulla impressionato sulla superficie del sensore.
Dopo circa 10 minuti di osservazione, almeno penso che fossero 10 minuti, il cospetto del Guru potrebbe anche avere alterato il mio senso del tempo, Egli ha fatto un cenno al suo scudiero iniziando a parlare in una lingua a me sconosciuta e si è alzato a mettere le sue mani all’interno della vasca.
L’Opera è iniziata in un modo altrettanto strano, ossia con la pulizia dei vetri interni, penso fosse l’equivalente della imposizione delle mani durante la benedizione battesimale.
Finita questa procedura ha preso con le sue mani i pezzi di legno che Egli aveva portato con se, e che erano stati impregnati del Suo effluvio lungo il viaggio.
Dopo averli manipolati adeguatamente li ha inseriti tutti insieme nella vasca, facendoli incastrare tra di loro e poi, dall’esterno, pronunciava strane formule durante le quali i legni come guidati da una mente superiore andavano a mettersi nella posizione che vedete sotto …

Apparentemente soddisfatto della sua opera il Guru comandava al suo scudiero di passargli il separatore preparato ad arte dalle Sue mani … in modo che i due ambienti che evidentemente avevano preso forma nella Sua mente non si inquinassero l’uno con l’altro.
Penso che in questo ci sia l’essenza della filosofia orientale, due forze contrapposte che si sfiorano senza mai toccarsi … il giorno e la notte … il bene e il male… e Lui che delimitava il confine per ognuna di esse.
Posto come vedete il limite … che può sembrare, a noi mortali, banale cartone, ha ripreso a rimirare la Sua opera appena compiuta … e io gretto materialista ne ho profittato per documentare passo passo l’evento.

Dopo di ciò, evidentemente soddisfatto della creazione, ha iniziato a deporre [granello per granello] la sabbia che ha chiamato Bright Sand fino a comporre questa parte bianca, più o meno, che nella mia mente cattolica è stata associata subito al bene … alla luce.

Sollevati poi i legni [questa volta senza formule magiche] ha iniziato a comporre la parte nera … e ,come già avevano detto i nostri maestri di catechismo, il male è senza altro più complesso.
Nell’ordine ha disposto una cosa chiamata Power Sand Special e sopra di essa… come a volerne racchiudere le proprietà in un posto sicuro uno strato di quella che, sempre ai miei occhi di eretico, sembrava il prodotto finale della digestione delle pecore più piccole del mondo ma che risponde nella lingua Eletta a Aqua Soil Amazonia.
Così si presentava l’acquario dopo questa opera di composizione delle forze.

A questo punto, come ogni buon stregone che si rispetti, ha tirato fuori una valigetta che conteneva gli attrezzi del mestiere, non conigli, cilindri e simili, ma strumenti che neanche nelle mie numerose frequentazioni delle sale operatorie avevo mai visto.
Con uno di questi, a forma di paletta per costruire i castelli di sabbia che avrebbero fatto invidia a tutti i bambini, ha sistemato, secondo il Suo disegno, le due sabbie.
Finito questo ha esclamato "AQUA", in realtà non so dire se ha veramente proferito verbo o se è stata solo una manifestazione telepatica, ed io, istupidito più del solito ho pensato che la creazione gli avesse messo sete e mi sono quindi precipitato a procurare dell’acqua da bere, prendendomi il centesimo idiota della giornata appena iniziata.
Dopo avere riflettuto un poco sul significato di quella affermazione ho finalmente portato il tubo che portava l’acqua con cui riempire la vasca, operazione per altro secondo me superflua, visto che secondo me era già bellissimo così.
Dopo averlo riempito per un terzo ha iniziato lui ad illuminarsi di luce propria, dicendo che gli serviva per piantare correttamente le piante.
E ha iniziato …
Per prime sono state posizionate delle pietre nude …

E subito dopo delle altre vestite per l’occasione di Riccia.

Tenute in mano da Lui … potevano non attecchire subito?

Nella vaschetta prima che le fotografassi potrei giurare erano solo pietre, ma forse mi sbaglio.

Dopo questo ha preso un altro strumento dalla cassettina magica e ha infilzato nella punta il gambo di una pianta in modo, come un padre amorevole, da proteggerne l’ingresso nel mondo nuovo.

Ed è andato avanti così … fino a far combaciare quello che vedeva con il disegno già delineato dalla sua mente.

Ha poi deciso, come qualcun altro prima di Lui, che i legni spogli non fossero cosa buona e giusta e quindi con una pazienza che solo un vero giapponese può avere ha iniziato a pulire le piante che avrebbero avuto l’onore di vestirli.

Armato sempre di quella bacchetta magica con due punte.

Ha quindi iniziato a vestire anche le pietre … e in fondo un minimo di delirio di onnipotenza non può che essere fisiologico … non pensate anche voi?



A questo punto della narrazione penso di essere costretto a svelare il segreto secondo per cui nessuno di noi potrà mai avere, Lui escluso ovviamente, acquari senza alghe.
Potremo dannarci tutta la vita con nitrati, fosfati, ferri più o meno ossigenati ma mancherà sempre quello che vedrete nella foto successiva …

Lui ha fatto scorrere tutta l’acqua dell’acquario lungo le sue mani in questo modo infondendo definitivamente le proprietà taumaturgiche che sono proprie di tutte le entità in contatto con Verità di grado superiore.
Il risultato finale lo potete vedere sotto e penso che le parole a questo punto siano superflue …

Postfazione
Quando abbiamo deciso che sarebbe venuto a comporre questo acquario, Dario lo ha fatto ponendo come condizione che io ne scrivessi un articolo per il nostro magazine.
Immagino che ciò che pensava fosse in realtà lontanissimo da quello che ne è uscito fuori.
Prima che mi mettessi a scrivere ho ottenuto dal principale soggetto di tutto questo l’autorizzazione a scriverne una edizione leggermente ironica … ma ancora una volta penso che non si aspettasse nulla di simile.
Per dire qualcosa che non è affatto uno scherzo vi devo però dire due cose.
La prima è che tutto questo è stato fatto in assenza della mia compagna che, nelle giornate buone, ha commentato le mie creazioni con un molto lusinghiero "carino … che facciamo questa sera?" e questo vi assicuro quando mi sono impegnato davvero molto. Quando ha visto l’acquario fatto da Dario si è immobilizzata e ha detto "ma è bellissimo…" ed è rimasta incantata ad osservarlo … molto più tempo di quello impiegato in totale per tutti i miei acquari.
L’altra è che, nonostante le cure siano le mie e che i miei acquari siano perfetti esempi di colture di alghe, in questa vasca dopo tre settimane dall’allestimento non c’è una sola alga.
Attenti … non è per modo di dire … non c’è nulla, né una filamentosa né una BBA né una diatomea né una stanghorn, nulla insomma. Questo nonostante i valori siano del tutto lontani dalla perfezione.
Non voglio tirare conclusioni riguardo le mani … ma mi limito questa volta a riferire i fatti.
Un’ultima frase ai partecipanti di Aquagarden Forum, vi sarete accorti che mi sono attribuito il merito della creazione, non è stato un tentativo di furto ma di esperimento culturale che potrebbe semmai essere l’argomento di un altro delirio. In possesso di tutte le mie [poche] facoltà mentali.