Caldo, caldo, caldo … le proviamo tutte per difendere i nostri acquari.
Ventole, ghiaccio, acqua gelata … ci cimentiamo con il "fai da te" per realizzare improbabili sistemi di raffreddamento. I più fortunati si dotano di un refrigeratore, e allora il problema è risolto. Per gli altri, per tutti gli altri il periodo estivo rimane un problema.
Con l'aumento delle temperature i nostri plantacquari sembrano modificarsi, entrando in una sorta di letargia estiva.
Le piante soffrono, evidenziando tutti i sintomi della loro sopportazione.
Apriamo i coperchi delle vasche, riduciamo potenza e durata del fotoperiodo, ridimensionando di conseguenza il normale regime di conduzione. Condividiamo noi stessi questa sofferenza da calore.
Chi, come me, abita in Sicilia sa cosa vuol dire. Il caldo e l'afa ti stronca, ti fa perdere la voglia, inducendo una rassegnazione che non puoi in alcun modo combattere ed evitare. Piante e pesci subiscono in qualche misura la stessa sorte.
Superati i 28/29° è tutto un susseguirsi di ingiallimenti e marcescenze, con le alghe sempre in agguato, sempre lì, sempre pronte e ricordarti che loro non vanno in vacanza.
Aumentiamo allora il nostro stato d'allerta. Se riusciamo a superare l'apatia che il caldo ci infligge cerchiamo anche di organizzare una controffensiva. Filtri sempre puliti, cambi d'acqua più abbondanti, sifonature più frequenti. Teniamo d'occhio il calendario e contiamo i giorni … prima o poi finirà, tornerà il "sereno" e ricominceremo.

Vi presento una delle ultime realizzazioni che sembra aver superato egregiamente la canicola estiva.
E' solo una vasca di piante, una sorta di vivaio. Una vasca sproporzionata, errore di gioventù. Misura 150 x 40 x 50[h]
Interamente riallestita circa 8 mesi fa, rappresenta per me una sorta di "ritorno alle origini". Non c'è layout e neanche aquascape. E' solo una vasca di piante, credo gradevole, spero anche armoniosa.
L'acquario è chiuso, con filtro interno a tre scomparti allestito con cannolicchi ceramici, tappi di plastica e cocci di terracotta.
L'illuminazione è stata radicalmente riprogrammata, sostituendo i vecchi tubi t8 con 4 neon t5 Philips TLD 865 da 39w.
Invero, dei quattro neon in dotazione soltanto due vengono impiegati costantemente [per circa 8 ore], rimanendo gli altri due come supporto per un picco d'illuminazione di circa due ore nelle ore centrali della giornata.
Il substrato è costituito da un mix in parti uguali di Fluorite™, Gravelit e sabbia quarzifera molto fine.
Quest'ultima si era già rivelata particolarmente utile nella stratificazione delle zone anteriori di precedenti allestimenti, in cui l'altezza anteriore del substrato [come in questo caso] era piuttosto bassa [circa 3 cm].
L'allestimento è stato realizzato soltanto 3 mesi dopo la stesura del substrato, consentendo in tal modo la colonizzazione batterica di tutti gli strati del substrato medesimo.
Il filtro "gira" da circa 5 anni, senza soluzione di continuità. Non è mai stato pulito, né sostituito. La vasca è dotata di un impianto di CO2 che eroga circa 30 bolle/min.
Non ho volutamente "accelerato" i ritmi di questo acquario, sia perché le piante inserite non lo richiedevano, sia perché desideravo realizzare un acquario che non mi impegnasse con continue potature e fertilizzazioni.
La somministrazione di nutrienti avviene prevalentemente per via radicale [alterno Flourish Tabs Seachem e Ferro Tabs JBL], benché abbia iniziato da circa due mesi anche una somministrazione settimanale di nutrienti in forma liquida [Tropica Master Grow e Flourish Excell].
A proposito di quest'ultimo desidero precisare che il suo impiego assume connotazioni piuttosto particolari [e sempre al centro di numerosi dibattiti] poiché il suo effetto è principalmente mirato alla prevenzione [o eliminazione] delle fastidiosissime alghe filamentose, completamente scomparse [e adesso assenti] dopo la sua introduzione nel piano di fertilizzazione.
I dosaggi che applico sono decisamente superiori a quelli indicati dalla ditta produttrice [circa il triplo] che avverte i consumatori di non sovradosare il prodotto.
Chiunque decidesse di seguire il mio stesso esempio tenga quindi in debito conto le precedenti avvertenze.
I valori dell'acqua rientrano più o meno nella norma di una vasca di piante non particolarmente spinta: pH 7; KH 5 dh; NO2 non rilevabili; NO3 non rilevabili; PO4 non rilevabili; la concentrazione di CO2 circa 15 ppm.
La scelta della piante è stata probabilmente l'aspetto che più di ogni altro ha reso possibile la realizzazione di una vasca "quasi" olandese a basso regime, quel regime che abbiamo più volte definito in questo magazine come "sostenibile".
Desideravo piante che, complessivamente, non mi impegnassero con frequenti potature e che non necessitassero di fertilizzazione quotidiana, né di una robusta concentrazione di CO2.

Nymphaea lotus [zenkeri]
La scelta è quindi caduta su: Echinodorus rosè, Echinodorus amazonicus, Cryptocorine sp., Microsurm pteropus, Microsorum Windelow, Microsorum narrow, Bolbitis eudelotii, Aponogeton longiplumulosus, Aponogeton ulvaceus, Anubias bartheri, Pogostemon elferi, Lobelia cardinalis, Blixa japonica, Vesicularia dubiana, Nymphaea lotus [zenkeri].

L'intreccio di vegetazione venutosi a creare credo sia il punta di forza di questa vasca, al cui centro troneggiano i due esemplari di Aponogeton che, con le loro fronde sembrano dirigere il fluttuare del tempo. Nonostante il caldo.