Abbiamo incontrato Giancarlo Lepori, titolare di una nuova e dinamica azienda che si occupa di piante acquatiche.
Giancarlo, come nascono i vivai Vallisneria?
L'azienda nasce ufficialmente nel 2004 dalla passione per il mondo vegetale, in particolare per il mondo vegetale "sommerso"; in realtà i primi esperimenti sulla coltivazione delle piante acquatiche cominciano già nel 1983. La volontà attuale è quella di rimanere una piccola azienda ma molto dinamica e attenta alle novità che in questo settore sono sempre "dietro l'angolo", scoperta di nuove specie da allevare in acquario, nuove tecniche di coltivazione e così via

Come si sviluppa la produzione e la commercializzazione delle piante nel vostro vivaio?
La produzione è articolata in due branche: piante d'acquario e piante da laghetto. Per quanto riguarda la produzione di piante d'acquario, la clientela è costituita principalmente da negozianti specializzati che apprezzano in particolare la tecnica colturale impiegata che consente di ottenere piante già adattate alla vita sommersa; la clientela privata rappresenta oltre il 25% del fatturato e, grazie alla vendita on line, è in costante crescita.

Producete tutte le piante che commercializzate?
Circa il 50% delle specie a listino viene autoprodotto a partire da piante madri, la parte restante viene acquistata prevalentemente sul mercato olandese e belga, sia come piantine da allevare che come prodotto finito; si tratta per lo più di Anubias spp, Echinodorus spp e Cryptocoryne spp; tuttavia ogni pianta acquistata prima di essere venduta subisce una sorta di quarantena nelle vasche di acclimatazione presenti in azienda.
Come gestite l’accrescimento delle piante in vivaio?
Dopo molte prove e molto tempo passato a studiare un sistema in grado di offrire sul mercato piante di qualità, il più possibile adattate alla vita sommersa, si è arrivati a mettere a punto un protocollo di coltivazione che sta dando risultati superiori alle aspettative, sia in termini di resistenza delle piante alle varie malattie che in termini di predisposizione delle stesse alla vita sommersa. La produzione delle piante d'acquario palustri a stelo si svolge in tre ambienti:
Serra di piante madri: Apparentemente simile ad un orticello, in realtà al suo interno si nascondono sistemi sofisticati per il controllo di luce, temperatura ed umidità; per quanto riguarda la luce un sistema di lampade ai vapori di alogenuri collegate ad una fotocellula si accende quando l'intensità luminosa scende sotto certi valori. Un sistema di tubi in pvc interrati nel letto di coltivazione in cui scorre acqua calda, mantiene la temperatura del terreno ad una temperatura che non scende mai sotto i 20 °C. Il tasso di umidità relativa è mantenuto su valori prossimi all' 85% per mezzo di un impianto “fog system” ad alta pressione collegato ad una sonda di umidità. Il substrato è costituito da un terriccio di nostra composizione a base di torba e argille; in questa serra vengono allevate prevalentemente piante madri a stelo di specie appartenenti ai seguenti generi: Alternanthera, Bacopa, Hygrophila, Ludwigia, Lysimachia ecc. Sono presenti inoltre piante madri di Lilaeopsis, Cardamine, Echinodorus. Periodicamente si provvede ad arricchire il substrato con gli elementi minerali asportati dalle colture. Quando le piante hanno raggiunto una certa dimensione, si può effettuare l'operazione di taleaggio.

Serra di radicazione: Le talee vengono inserite in vasetti da idroponica usando come substrato lana di roccia; a seconda della specie si inseriscono da 4 a 10 talee per vasetto; queste vengono subito collocate nella serra di radicazione che è provvista di bancali su cui scorre una soluzione nutritiva . I vasetti sono immersi nella soluzione nutritiva mentre la parte aerea resta emersa; in questa serra il tasso di umidità relativa viene mantenuto su valori più elevati rispetto alla serra di piante madri, per la precisione intorno a valori prossimi alla saturazione (U.R. 100%); in questo modo la vegetazione che si svilupperà sarà più idonea ad adattarsi alle condizioni di vita sommersa che incontrerà in acquario. I bancali sono riscaldati per mezzo di tubi posti tra il bancale stesso e i vasetti. La temperatura notturna viene tenuta più bassa di quella diurna di alcuni gradi, questo perchè abbiamo riscontrato che un certo gradiente di temperatura tra giorno e notte ci fa ottenere piante più robuste e più sane consentendoci di evitare trattamenti fitosanitari. A tal fine anche un oculato piano di fertilizzazione gioca un ruolo determinante; ad esempio con abbondanti concimazioni azotate si ottengono piante più velocemente ma a scapito della qualità generale del prodotto. La durata di permanenza delle piante in questa serra varia di molto da specie a specie, in linea generale da 2 settimane ad un mese.

Vasche di acclimatamento: Prima di essere commercializzate le piante vengono trasferite dalla serra di radicazione in vasche piene d'acqua, le caratteristiche chimico-fisiche più rilevanti dell'acqua contenuta nelle vasche sono le seguenti: Fotoperiodo: 10 ore - Illuminamento sulla superficie dell'acqua: 5000-12000 lux - Temperatura: 24°C - pH: 7,00 - dKH: 6

Quindi differenziate l’acclimatazione a seconda delle specie coltivate?
Tecnicamente avremmo potuto tarare le varie vasche su valori ottimali per ciascuna specie ivi contenuta, in questo modo avremmo ottimizzato i tempi di produzione ma, in un ottica di fornire un prodotto robusto, la soluzione migliore ci è sembrata quella di far ambientare le diverse specie su valori riscontrabili nella maggior parte degli acquari.

Vi occupate anche di piante da laghetto …
Per quanto riguarda le piante da laghetto disponiamo di numerose specie di ninfee, fiori loto, giacinti acquatici, papiri ecc.

Con quali propositi vi affacciate sul mercato acquariofilo?
L'obiettivo prioritario di Vivai Vallisneria consiste nell'offrire ai suoi clienti prodotti di elevato standard qualitativo a prezzi competitivi, tutto questo accompagnato da un servizio efficiente di imballaggio e spedizione.