Ovvero "Baby's tears" [lacrime di bimbo] come sono soliti definirle gli appassionati d'oltreoceano, vuoi per la forma delle foglie, vuoi per la facile tendenza a "perlare" gocce d'ossigeno simili appunto a piccole lacrime.
Sia l'umbrosum che la micranthemoides sono originarie del Nord America; entrambe palustri colonizzano le sponde di ruscelli e fiumi caratterizzati da acque neutro-acide e temperature non molto alte.
Nei loro biotopi di origine formano folti cespugli dall'aspetto erboso.
Distinguerle non è difficile: le foglie, disposte in verticilli opposti, si presentano più arrotondate e grosse nell'umbrosum, piccole e appuntite su Micranthemum micranthemoides.

Foto © Nunzio Rubino
In acquario
Come per qualsiasi palustre, il fondo ricopre un ruolo fondamentale per la buona crescita delle Micranthemum.
Terre allofane e ghiaini inerti con "sottofondi" fertili risultano substrati ideali, anche se dopo un certo periodo [6-8 mesi] andrebbero integrati con tabs e/o pasticche fertilizzanti. L'aggiunta costante di potassio assunto per via fogliare, incentiva l'assunzione di macroelementi presenti nel fondo.

Foto © Vincenzo Maisto
La somministrazione di oligoelementi [Fe in primis] riduce al minimo il rischio clorosi molto frequente nelle Micranthemum e che si esplica con apici biancastri. Indispensabile una forte irradiazione luminosa per coltivare al meglio entrambe le specie.
In base alle mie esperienze di coltivazione Micranthemum micranthemoides soffre le temperature elevate [oltre i 26 C°] mentre la umbrosum risulta tollerante a temperature superiori. Le Micranthemum, in particolar modo la micranthemoides, sono particolarmente sensibili ai prodotti chimici contenuti in molti alghicidi e curativi per pesci.

Foto © Vincenzo Maisto
La riproduzione avviene per gemmazione laterale: dagli esili steli, ad ogni singolo internodo, si sviluppano nuove propaggini che vanno ad infoltire velocemente il cespuglio, infoltimento che riduce notevolmente il fascio luminoso nelle zone più profonde. Di conseguenza le zone d'ombra possono provocare l'ingiallimento e il deterioramento delle parti basali se non si provvede a regolari potature ed all'estirpazione dal substrato di interi steli che divisi in più parti, possono essere ripiantati in altre zone della vasca.

Foto © Vincenzo Maisto
Grazie all'ampia scelta d'utilizzo, le Micranthemum riscuotono un forte successo tra gli appassionati: ottime come sole protagoniste per allestire piccoli acquari, eccezionali per formare folti cespugli di contrasto accostandole a specie con tonalità e forma diversa, ideali per creare suggestivi "gradini" a ridosso di radici e pietre.

Foto © Vincenzo Maisto
Nei miei layout preferisco posizionarla centralmente, di solito a coprire le basi di radici che si ergono verso la superficie, oppure lasciandola emergere dietro le rocce a celare le basi delle piante alte sistemate nelle zone posteriori della vasca. Ritengo di contro inappropriato l'utilizzo come "piante da prato", impiego questo che snatura del tutto la personalità delle Micranthemum.