La pianta, piccola felce anfibia diffusa in tutta l'Asia tropicale, è caratterizzata da un sottile rizoma ricoperto di squame dal quale si sviluppano le fronde, lunghe anche 20 cm, attraversate da una evidente nervatura color verde scuro.
Attualmente il mercato conosce sette differenti varietà di Microsorum:
1. pteropus cioè "alato", riferito al picciolo delle foglie;
2. Windeløv caratterizzato da una ramificazione a frangia sugli apici delle piccole fronde;
3. Tropica simile alla precedente ma con fogliame ben più ampio e dai margini dentati;
4. Narrow caratterizzata da foglie lunghe e sottili;
5. Filippine dalle foglie ancor più sottili;
6. Undulata;
7. Rossa.

Microsorum pteropus 'Windeløv'. Foto Maurizio Nicosia
Coltivazione
La felce di Giava è certamente una delle beniamine degli acquariofili d'acqua dolce. La facilità di coltivazione, la robustezza e l'estrema versatilità ne fanno una protagonista indiscussa, da consigliare anche agli hobbisti meno esperti.
La struttura rizomatosa della base della pianta favorisce la coltivazione come epifita su tronchi o rocce porose. Il Microsorum infatti non tollera una vera e propria piantumazione, preferendo all'interramento nel substrato una collocazione "all'esterno".
Quale pianta sciafila [dal greco kià, cioè amante dell'ombra] non richiede un'illuminazione particolarmente intensa, benché una buona irradiazione luminosa consenta lo sviluppo di notevoli e appariscenti cespi.
La legatura su supporti di legno o pietra è abbastanza semplice utilizzando del comune filo di nylon col quale legare il delicato rizoma.
La pianta sviluppa in breve tempo, specie se completamente defogliata all'atto della collocazione in acquario, un abbondante fogliame dalla cui pagina inferiore non tardano a fare capolino delle spore dalle quali si sviluppano in breve tempo delle piccole piante avventizie.
Il lembo fogliare potrà a quel punto essere staccato dalla pianta madre per dar vita a una pianta autonoma.

Una pianta avventizia ben sviluppata. Foto Maurizio Nicosia
La coltivazione non è problematica poiché questa felce ha poche pretese in fatto di temperatura, compresa tra 20° e 28°, pH tendenzialmente neutro se non si vogliono rovinare le foglie con antiestetiche macchie nere [la pianta resiste tuttavia benissimo anche ad acque alcaline], fertilizzazione, non necessaria se non in forma liquida e molto blanda.
Se la pianta trova condizioni ideali, si sviluppa in folti cespugli, tanto da richiedere periodiche [e spesso drastiche] potature di contenimento.
In acquario
La collocazione in acquario evidenzia la versatilità a cui s'accennava.
Il Microsorum è tra le poche piante capaci di poter essere utilizzate sia in primo piano che in fondo.
La coltivazione come epifita [che vive e si sviluppa su di un'altra pianta senza rapporti di parassitismo] consente, tra l'altro, di poter spostare agevolmente il cespo da una zona all'altra della vasca senza incidere in modo invasivo sull'intera struttura.
Indubbiamente i layout più suggestivi si ottengono con fitti cespugli, ancorati alla base o in cima a lunghi tronchi, specie se accoppiati con altre "epifite" come Vesicularia dubyana e riccia fluitans.
