Giorgio, dirigi da anni una delle più prestigiose riviste di acquariofila presenti in Italia, puoi sinteticamente raccontarci la storia di Hydra?
Hydra è nata molto prima del suo primo numero, diciamo con la possibilità che si era venuta a creare di dare voce a tanti autori giovani che si erano formati all'università facendo migrare tante idee da un ambito all'altro.
C'erano per la prima volta in Italia le condizioni per rinnovare l'editoria specializzata. Hydra ha indirizzato gli autori verso la costruzione di un progetto che aveva ed ha ancora delle linee guida molto precise: passione e rispetto per la natura, contenuti verificati scientificamente, l'acquario come ecosistema, la specializzazione come tema commerciale e come identità.
Il progetto di Hydra ha dato un contenuto filosofico a tutti gli elementi che erano a disposizione e bisogna dire che i risultati ci danno ragione ogni giorno di più. Hydra è un originale, nel senso che ha una identità precisa, uno stile riconoscibile e che rappresenta uno spartiacque: c'è un prima e un dopo Hydra. La forza di un progetto come Hydra è averlo immaginato prima che esistesse niente di simile: nuova la grafica, nuove le idee, diverso il modo di affrontare gli argomenti, insomma una grande libertà di pensiero bene indirizzata.
Prima di Hydra c'è stato un tuo impegno molto forte nel mondo associativo? Parlaci di questa esperienza.
C'è stato e c'è ancora, dato che sono ancora oggi presidente dell'Associazione Italiana Ciclidofili fondata insieme ad alcuni amici nel 1993. L'AIC è una delle più importanti e grosse associazioni italiane e organizza da 13 anni (senza interruzioni!) un congresso nazionale a Faenza la terza settimana di settembre. Quest'anno c'erano duecento persone provenienti da tutta Italia per assistere alle conferenze di Ad Konings, l'uomo che ha rivoluzionato la letteratura sui Ciclidi (e non solo!) nel mondo.
L'AIC ha aperto una strada pubblicando un bollettino con materiale eccezionale per circa sei anni. Per me è stata anche un' esperienza importante che mi ha consentito di lavorare al progetto Hydra con alcuni strumenti già maturi.
Sei sempre all'avanguardia nella scelta delle tematiche da affrontare, come scegli gli argomenti da trattare?
In realtà siamo molto fedeli ai nostri temi e al nostro modo di affrontarli, forse intuiamo con la sensibilità qual è via via la posizione di un confine che è sempre in movimento: non bisogna essere troppo avanti o troppo indietro e, soprattutto, bisogna essere protagonisti quando quel confine viene stabilito.
Editoria ma non solo. Hydra è spesso artefice di eventi che coinvolgono a 360° il mondo acquariofilo. Puoi spiegarci le ragioni di questa scelta?
Abbiamo sempre creduto nelle persone e dunque, naturalmente, nella forza di un incontro. Gli eventi, come quello organizzato a Bologna il 13 novembre 2005, che ha visto 302 acquariofili registrati, sono un modo molto forte ed efficace per testimoniare la nostra identità. A Bologna c'erano i migliori relatori in circolazione, ma a pensarci bene c'era molto di più, c'era un convegno che parlava solo italiano, c'era un altissimo livello degli interventi e c'era il tema della natura da rispettare in primo piano.
Tra una conferenza e l'altra veniva proiettata una diapositiva dove tutti potevano leggere: "Crediamo fortemente che specializzazione e rispetto per la natura siano i temi fondamentali dell'acquariofilia del futuro e crediamo che la condivisione delle conoscenze e il confronto possano essere uno straordinario contributo. Natura Acquariofila è una giornata di incontro e scambio: per la prima volta appassionati, esperti, aziende produttrici, parchi pubblici e associazioni, tutti insieme, si ritrovano con l'idea comune che l'acquario deve essere sempre di più uno strumento di conoscenza della natura, di esperienza didattica e di conservazione. L'acquario è uno strumento moderno per avvicinare la natura e non una gabbia, è un modo per capire e non per sfruttare la natura".
A parte questo grosso evento noi partecipiamo sempre agli incontri e alle giornate e siamo sempre disponibili alle trasferte perché crediamo che il contatto diretto con gli acquariofili sia importante: parliamo, ci confrontiamo e abbiamo sempre un'occasione di ribadire chi siamo, cosa facciamo e perché.
Editoria specializzata ed internet: un binomio che non sempre si sposa appieno. Come riesci a conciliare l'esigenza dell'approfondimento scientifico con la velocità presente sul web?
Chi ha detto che il web è veloce? Il web è un linguaggio diverso, credo che semplicemente si debba lavorare per non sovrapporre internet e carta stampata. Ci sono cose più veloci ed efficaci su carta, altre che trovano la loro collocazione naturale sul web. Il web è aperto e mette in contatto le persone, e questo è il suo aspetto positivo, dall'altra parte è uno strumento pericoloso quando è utilizzato male. A proposito di velocità ... sarà il tempo ad assestare un po' tutto e credo ce ne vorrà ancora molto.
Parliamo di acquariofilia. Com'è cambiato il panorama acquariofilo italiano in questo ultimo decennio?
E' rivoluzionato: esistono tecnologie e informazioni prima inimmaginabili. Esistono operatori specializzati ed esiste una grande varietà di prodotti offerti sul mercato. Si è affacciata una generazione di negozianti e operatori nuova, peccato che alcuni dei vecchi non abbiano capito il cambiamento scambiando un disagio personale per una crisi del settore. In realtà, se si sommano i fatturati delle singole aziende ci si accorge che il settore è cresciuto anche in quantità, per fare un esempio semplice pensate ai mangimi, oggi ci sono prodotti specializzati e prodotti di base di tante aziende nuove.
Il ruolo dell'editoria specializzata è indicare una strada, cioè individuare ed indicare i temi che possono fare crescere l'acquariofilia, vestire di contenuti complessi le tecnologie e le conoscenze. Credo che Hydra faccia molto bene la sua parte.
Quanto conta la passione e quanto, invece, la tecnica?
Sai cosa dicono i jazzisti? Impara tutta la tecnica e quando sei un mostro dimenticala e dai spazio alle emozioni e al tuo stile. Senza passione si può fare?
Hydra è da sempre legata all'Aqua Design di Takashi Amano, quanto pensate di avere influito nello sviluppo dell'aquascape in Italia?
Noi siamo affascinati dagli acquari di Amano e dall'opportunità che queste vasche sono state di avvicinare gli acquari e la natura, ma l'aquascape si è nutrito di più della nostra visione naturalistica della natura che della pubblicazione delle immagini delle vasche ADA. In ogni caso ritengo sia stato un contributo importante.
L'ultimo boom dell'acquariofilia sembra proprio indirizzato verso l'acquario di piante e, più segnatamente, verso la realizzaione di paesaggi ZEN. Credi che anche in Italia ci sia posto per questo genere di approccio o siamo destinati a rimanere dei cloni così come è accaduto ad esempio con l'arte bonsai?
L'arte bonsai italiana ha imitato quella giapponese e credo che il limite sia stato quello. Le vasche di piante sono vasche ecosistema e se proviamo a vederla così capiamo che questo approccio può solo andare lontano. Ellen Thaler a Bologna ha detto che non possiamo pensare acquari solo di coralli o solo di pesci: ecco anche noi di Hydra pensiamo che non possono esistere acquari che non tengano conto della complessità delle relazioni tra gli esseri viventi. Lo stile? Un modo per esprimere questa idea di fondo!
Cosa manca per il fatidico salto di qualità?
E se non mancasse niente? Gli acquariofili italiani sono molto preparati ... un po' meno i negozianti, per lo meno parlando in generale.
Aquascape: essere o sembrare?
Marzullo ha fatto scuola! Alzi la mano chi vuole semplicemente sembrare!
Sei spesso chiamato a far parte di giurie in prestigiosi contest fotografici. Quali sono le caratteristiche che deve avere un buon giudice per valutare un layout?
Ho fatto il giudice al contest dell'ADA per quattro edizioni ed ogni volta ho capito che l'anno prima c'era qualcosa che non avevo capito! Direi che serve molta sensibilità e la voglia di un confronto: in fondo indicare la vasca migliore è una vera e propria sfida. Dietro ad una vasca c'è una filosofia, un gusto, la fantasia, il caso e non è semplice parlare tutte queste lingue insieme!