Mimmo, anche tu folgorato dalla passione dei plantacquari ... come hai iniziato?
Se ti dicessi che tutto è iniziato col classico "pesce rosso" sarebbe fin troppo scontato ed invece è stato grazie a "Ciccio", l'Oranda che fa ancora parte della mia famiglia. E' stato lui ad innescare la miccia di questa folgorante passione, ed il bello che a comprarlo è stata mia moglie ...
I primissimi mesi sono stati i più belli, nonostante una preparazione di base appresa dai primi testi dedicati. Era una continua scoperta e conferma di quello che avevo letto, anche la prima invasione di alghe a pennello per me fu una bella e strana scoperta; insomma il confronto continuo con quel mondo acquatico racchiuso tra 5 vetri era ed è tutt'ora una cosa che continua ad affascinarmi.
Il passo verso un'acquariofilia più consapevole e matura fu breve. Il mio errare tra i negozi di Napoli mi fece conoscere i capolavori artistici di Takashi Amano e fu amore a prima vista, quindi, grazie anche alla professionalità e alla passione di Rosario Tommasone (senza ombra di dubbio il mio Guru, allestii il mio primo plantacquario.
Quanti acquari possiedi?
Attualmente possiedo due acquari, uno 40x23x23 ed un altro 60x30x36. Quest'ultima è la misura più in uso tra gli acquascaper made in Japan e quindi anche la più combattuta in tema di Contest. Per il futuro è in cantiere il progetto di una 90x45x45 "aperta" che dividerà due ambienti della casa.

Hightech o lowtech?
Tendenzialmente hightech, ma negli ultimi tempi trovo più comodo una via di mezzo soprattutto nella gestione della vasca piccola.
Come pianifichi la realizzazione di una vasca di piante?
All'inizio non pianificavo ma "adattavo" quello che già avevo o trovavo nei negozi (veramente poco ed a volte molto costoso). Adesso la pianificazione e realizzazione della vasca la curo nei minimi particolari, soprattutto in quella che allestirò a fine Apr. La scelta dei materiali è diventata quasi maniacale. Purtroppo, come già detto, non sempre il mercato acquariofilo italiano offre materiali all'altezza della situazione e, come ben sappiamo, mantenere le giuste proporzioni in vasche come le mie è veramente molto difficile.
Approfittando della natura vulcanica del territorio in cui vivo, ho la possibilità di raccogliere le rocce in natura, definite scherzosamente da me "Vesuvio stones". Per i legni mi affido ciecamente alla competenza ed esperienza del mio negoziante di fiducia che li sceglie personalmente dal grossista.
Esiste davvero l'ispirazione o si finisce sempre per copiare?
Dipende da cosa intendi per copiare, ammesso che si sia capaci di farlo. In linea di massima si viene inevitabilmente ispirati dai capolavori d'oltre oceano ma purtroppo creare qualcosa di veramente originale è diventato difficile. Ormai il maestro dei maestri gli accostamenti li ha provati tutti e comunque è avanti rispetto a quello che per noi sembra innovativo, te ne rendi conto dopo aver sfogliato gli ultimi Aquajournal che quel layout che ti eri prefissato come originale già è stato realizzato.
Come valuti l'esperienza di un plantofilo all'interno di un forum che si dedica esclusivamente alle piante d'acquario?
Dalle sue basi, dalla sua comunicatività, e soprattutto da quello che riesce a realizzare e mostrare. >Da queste tre cose mi rendo conto se quello che scrive sono effettivamente esperienze vissute o semplicemente riportate da chissà chi.

Un giudizio sul panorama acquariofilo italiano.
Decisamente in piena evoluzione, secondo me ci sono le premesse per fare bene. Certamente prima di arrivare agli standard dei nordeuropei passerà ancora del tempo, però grazie allo sforzo di aziende del settore, unito al lavoro impagabile di gente come Luca Specchio e Giorgio Melandri con le loro riviste, al lavoro multimediale di gente come Dario Schelfi, di Vincenzo Maisto, sicuramente l'avvicinamento a standard elevati sarà molto rapido.
Da neofita ad acquariofilo maturo", come si è evoluta la tua tecnica?
Sotto un certo punto di vista mi sento ancora un neofita. Sicuramente nel mio caso ho avuto la fortuna di confrontarmi ed imparare tanto da una persona come Rosario Tommasone (N.d.R. titolare del negozio Mondo Natura a Napoli), vero fulcro catalizzatore dei miei problemi ed anche successi. Questo continuo confronto mi ha portato inevitabilmente a bruciare le tappe, inoltre ho imparato a mie spese soprattutto sbagliando e recuperando in seguito agli errori fatti, questa condizione mi ha portato inevitabilmente a migliorare.
Per quanto riguarda la tecnica compositiva diciamo che è una predisposizione naturale (non ho mai disegnato un triangolo su una mia vasca e fino a poco tempo fa il concetto di sezione aurea veramente non mi era chiaro) che subisce comunque il fascino dei capolavori del maestro Takashi Amano. Cerco inoltre di mantenermi aggiornato tramite le riviste specializzate (tra tutte gli Aquajournal di cui sono collezionista). La mia tipologia di layout guarda decisamente ad oriente, il seguire ossequiamene la perfezione, il cosiddetto shun ,in 5 vetri, unita ad una tecnica fotografica notevole è il massimo a cui in futuro potrei aspirare, anche se mi rendo conto che per un occidentale è veramente difficile.
Cosa non rifaresti?
Decisamente l'errore di mettere troppo le mani in vasca ed il voler bruciare inevitabilmente i tempi di maturazione della vasca. Quello di affidarmi ciecamente ed indiscutibilmente ai protocolli.