Vincenzo, so che sei sempre piuttosto restio a proporti con delle interviste e quindi ti ringrazio per questa collaborazione. Come hai iniziato?
La passione iniziò a 15 anni quando rimasi letteralmente folgorato nell'osservare un acquario marino, a 17 mi fu regalata la prima vasca che occupò un angolo della mia camera. Il filtro funzionava con un erogatore a pietra porosa azionato da un aeratore. La notte era un inferno. Arrivai al punto di spegnere l'aeratore prima di andare a letto rimettendolo in funzione il giorno dopo: ti lascio immaginare le conseguenze. Scoprii la bontà delle pompe ad immersione poche settimane più tardi acquistando una Sicce con portata regolabile; la conservo ancora gelosamente come cimelio storico. Nel giro di sei mesi la cantina era piena di piccole vasche in cui provavo a riprodurre un po' di tutto.
Dopo qualche anno mi appassionai allo studio delle patologie dei pesci, grazie ad una serie d'articoli di Valerio Zupo apparsi nell'annata 88 di Aquarium, passione che ancora oggi coltivo. Da circa tre anni mi sono avvicinato all'acquario di piante ed eccomi qui, totalmente coinvolto in una nuova avventura.
Sei uno tra gli acquariofili più sensibili che conosca e questa tua sensibilità traspare spesso nelle vasche che realizzi, a cosa ti ispiri?
Credo sia fondamentale affidarsi al proprio estro ed ai gusti personali. Indubbiamente la filosofia Zen influenza molto le mie ispirazioni in tema di aquascape. Ultimamente sto affinando le tecniche leggendo vari libri riguardo le composizioni dei giardini orientali e studiando nei minimi particolari le foto delle vasche di Amano: i criteri compositivi sono quasi del tutto simili.

Qual'è, secondo te, l'approccio giusto per avvicinarsi all'acquario di piante?
Ovviamente una preparazione di base è necessaria per iniziare con questo hobby: un buon testo, i giusti consigli di un negoziante o di un amico acquariofilo esperto, sono fondamentali per muovere i primi passi. Ritengo altrettanto importante un profondo rispetto ed una percezione particolarmente viva nei confronti della Natura ed in tutto ciò che ci circonda; piante e pesci sono capaci di comunicarti il loro stato d'animo: se riesci ad instaurare un certo feeling con tutto ciò che vive dall'altra parte del vetro, la strada è tutta in discesa.
Le tappe del bravo acquariofilo sono sempre contornate da fallimenti e successi. Come valuti, oggi, il tuo percorso formativo?
Ben vengano i successi ed i fallimenti: i primi servono a superarsi, i secondi a sminuire le tue convinzioni ricordandoti ancora una volta, se mai l'avessi dimenticato, che alla Natura non si comanda. Come valuto il mio percorso formativo? In continua ascesa: confrontandomi con gli altri appassionati, osservando i miei acquari mi rendo conto che c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Siamo in piena euforia da aquascape, ma è davvero così importante pianificare in ogni singolo dettaglio la struttura di un acquario di piante o non è forse meglio lasciare che siano queste a dettare le proprie regole?
Gli acquari naturali di Amano, così come i giardini orientali, sono deliziosamente disordinati e nello stesso tempo armonici; sembra tutto lasciato al caso, ma studiandoli attentamente ti accorgi che ogni particolare è pianificato in modo quasi maniacale; l'angolazione di una pietra, il posizionamento di un legno, l'abbinamento delle piante e dei pesci è studiato nei minimi dettagli: evoluzione naturale ed ordine imposto dall'aquascaper si combinano fino ad ottenere quei paesaggi che noi tutti appassionati ben conosciamo.
Essendo un estimatore di questo stile di acquari, preferisco pianificare l'arredamento e la scelta delle piante provando ad immaginare l'evoluzione di queste ultime e l'impatto visivo che daranno all'osservatore. Di solito i miei allestimenti prevedono al massimo tre specie di piante protagoniste più qualche comparsa. Così facendo riesco di solito a gestire l'allestimento per lungo tempo, correggendo facilmente eventuali imperfezioni ed evitando nel contempo interventi decisi che disturbano quasi sempre l'equilibrio raggiunto.

Qual è la gestione tipo delle tue vasche? Ti affidi a prodotti di marca o ti diletti anche con il fai da te?
Mi piace testare i vari prodotti ed i relativi protocolli che le aziende del settore ci propongono. Dopo una breve esperienza con i prodotti Azoo, ho utilizzato per lungo tempo i prodotti Seachem. Adesso due vasche sono gestite con prodotti ADA con alcune modifiche al substrato, nella terza da 180 litri da alcune settimane sto testando il fertilizzante della Tropica [ndr Tropica Master Grow] abbinato ad altri prodotti non specificatamente acquariofili. Ad oggi i risultati ottenuti mi soddisfano molto, ma è ancora presto per trarre un giudizio conclusivo. Le mie vasche ospitano sempre un discreto numero di pesci ed invertebrati e quindi, salvo evidenti carenze, non somministro nitrato e fosfati. Per quanto riguarda l'illuminazione preferisco lampade compatte con un rapporto che varia tra 0,6 -1 watt /l a seconda della vegetazione presente. Come filtraggio scelgo filtri esterni sovradimensionati di tipo meccanico-biologico regolati con una potenza oraria pari a circa due volte la capienza della vasca.
Internet ed editoria specializzata: com'è cambiato, secondo, te il panorama acquariofilio italiano?
Fino a pochi anni fa condividevo le mie esperienze con uno sparuto gruppo di acquariofili. Si aspettava ogni inizio mese l'uscita di "aquarium" per carpire i segreti di quei pochi esperti del panorama acquariofilo nazionale. Oggi con Internet si ha la possibilità di scambiare le proprie conoscenze con centinaia di altri appassionati molto preparati: posso tranquillamente affermare che negli ultimi 5 anni ho imparato più cose che nei 15 anni precedenti. Grazie allo scambio d'informazioni via Internet si è raggiunto un buon livello di preparazione e di conseguenza l'editoria ha dovuto adeguarsi. Attualmente ci sono editori che ci presentano pubblicazioni approfondite, quasi scientifiche sugli argomenti di nostro interesse.

Cosa ti emoziona più di tutto in questo nostro hobby?
Beh le emozioni non mancano di certo in questo hobby. Osservare ad esempio le fasi riproduttive di una coppia di Ciclidi è qualcosa che va ben oltre un'emozione. Il momento della deposizione, la schiusa, le cure parentali, il comportamento della coppia durante la difesa della prole ti convincono che non può essere solo istinto primordiale, ma che c'è dell'altro. Nell'ultimo periodo, essendomi dedicato quasi del tutto all'acquario di piante, vado in fibrillazione nel momento in cui trovo l'ispirazione per un nuovo allestimento: le fasi di preparazione, il posizionamento dei materiali che compongono l'arredamento, l'evoluzione delle piante suscitano in me forti emozioni. A volte capita di soffermarmi per ore su un singolo cespuglio o su una piccola pietra la cui posizione non mi convince troppo.