Luciano, domanda di rito: come hai iniziato?
Anche se d'uso comune nelle interviste, ritengo questa domanda, molto carina! Non trovo, tornando indietro nel tempo, una data precisa. Se ripenso al passato mi scopro appassionato di piante e di pesci fin dall'adolescenza. Periodo fantastico dove neanche i rimproveri dei miei genitori, riuscivano a trattenermi dall'infilarmi dentro il Villoresi, canale per l'irrigazione che incontravo in quel percorso verso la scuola elementare.
Attendevo la fine della stagione irrigua con fremito perchè verso la fine di settembre, accadeva quello che desideravo da tempo. Chiuse le grosse paratie di alimentazione del canale l'acqua incominciava il suo lento e naturale abbassarsi ed io, appena uscito da scuola, non facevo altro che infilarmi dentro le sponde del canale alla ricerca di piante e pesci, nulla di che, si trattava di alborelle, piccole tinche, carassi, bavose, muschi e piante acquatiche in genere ...
Nel resto della stagione estiva, avendo la fortuna di vivere in prossimità dei fontanili, risorgive nate in tempi antichi dall'ingegno dei monaci, avevo altre bellissime opportunità. Questi antichi luoghi erano [e sono tuttora], posti che definivo per antonomasia "fantastici", sia per la fauna che per la flora che mostravano a chi li osservava.
Da questi naturali vivai, portavo a casa di tutto: piante, pesci, crostacei e lumachine, li mettevo in giardino, dentro il mio acquario, se cosi posso definirlo, perché era, un semplice e grosso secchio. Sfortunatamente, nella casa paterna, nonostante le continue insistenze [di cui solo un adolescente è capace], non era permesso l'acquisto di un vero acquario. Fatto sta che, quel semplice secchio, era tutto per me, frutto della mia pesca, del mio raccolto. Ricordo le ore infinite, passate ad osservare le piante e i pesci, cercando di cogliere il loro crescere, anche se il mio semplice e piccolo ecosistema, nonostante le mie cure, non andava oltre i pochi mesi di vita.
Com'è nata la passione per gli acquari di piante?
Fin da subito, il mio "brutto pollice verde" ha preso il sopravvento, ma credo che non potesse essere diversamente, essendomi dilettato a passare, in veste di "apprendista garzone", diversi anni in una serra di coltivazione, fianco a fianco ad un maestro in coltivazione di bonsai. Il mio unico compenso non era il denaro ma, più semplicemente, la possibilità di poter partecipare, crescere e sviluppare quella grande passione che avevo verso queste affascinanti forme di vita vegetali
La prima vasca o meglio il primo allestimento, inizia a settembre del 1998, con un "tenerif 67" acquistato di seconda mano a poco prezzo, riempito, dopo un bellissimo e positivo confronto con il maestro [non sapeva nulla d' acquari di piante, ma le proprietà dei terreni le conosceva benissimo] di sola Akadama, ben setacciata e della granulometria voluta.
Ricordo ancora positivamente quell'esperienza, nonostante gli infiniti errori e le molteplici difficoltà che sono solite in una conduzione a vista. Era il mio primo volo con una vasca di piante, ero solo all'inizio di quella che è diventata la mia prima passione.
Sapevo che le piante, per crescere sane e rigogliose, avevano bisogno degli stessi concimi per piante superiori [i bonsai in quel caso], sapevo che necessitavano di macroelementi come azoto, fosforo e potassio, ma anche di ferro, calcio, magnesio e di altri elementi in minore quantità. Ma sapere cosa serviva a far crescere bene un vegetale terrestre è ben diverso dal saper quando, come e in quale modo e forma dosarlo in acqua.
Mi recavo da negozianti specializzati ma non sempre ottenevo le risposte esaustive che desideravo. Queste molteplici delusioni, non mi fermavano, non rallentavano la corsa, perchè erano comunque un'occasione di approfondimento e crescita personale, erano di forte stimolo per continuare la mia strada.
L'aquascape sembra essere di gran moda oggi, forse a scapito della semplicità di una vasca di piante, cosa pensi in proposito?
Pur essendo l'acquariofilia in generale, una passione di nicchia, l'aquascape come espressione del mondo acquatico, risulta di gran moda oggi. Differentemente da quello che sembra, l'Italia o meglio gli italiani, non si sono ancora fatti prendere da questa frenesia, non siamo ancora coinvolti in quello che all'estero considero come una sorta di "corsa all'estremo" del termine, una corsa spesso chiusa in uno scatto fotografico.
Penso che la nostra "italianità" ci induca a soffermarci per molto più tempo, coccoliamo le nostre vasche, i nostri risultati, la nostra opera, non completiamo tutti i nostri desideri e voglie, con una foto che dura il tempo di uno scatto, vogliamo di più, o forse lo vogliamo semplicemente per più tempo. E' proprio quel volere di più, che ci rende unici in questo campo.

Come gestisci abitualmente i tuoi acquari?
La quasi totalità delle mie vasche [tranne per quelle lowtech], viene gestita con prodotti della Elos in vari modi, sia estremizzando i cambi e le concimazioni con continue misurazioni, verifiche e controlli, sia gestendoli a vista, cercando di cogliere i segnali anticipatori di un'insufficienza, di un'interruzione, di un blocco vegetativo. Entrambe le gestioni sono vincenti. Credo tuttavia che un acquario vada per prima cosa capito. E' fondamentale cercare di capire e conoscere come "vive" la vasca di cui disponiamo. Dobbiamo considerare le nostre vasche, per quello che sono, dei bellissimi e fantastici esseri viventi, con il loro carattere, con le loro esigenze, ma soprattutto con il loro modo di esprimersi. In effetti, credo che proprio il loro modo di esprimersi sia la carta vincente, non basta solo affidare le concimazioni alle migliori case, non basta ascoltare i suggerimenti raccolti sul web. La sensibilità dell'acquariofilo è fondamentale ed imprescindibile. Spesso questa da sola non basta ed allora credo che il primo punto di riferimento debbano essere i negozianti di fiducia.
Solo nell'ultimo periodo, ho imparato a dosare correttamente [con sufficienza] due elementi preziosi per il benessere delle nostre vasche di piante. Si tratta di due elementi, il fosfato ed il nitrato, considerati ancora [dai più] i principali colpevoli dell'insorgere delle alghe, ma sono certo, che entro breve, la loro storia verrà rivista. Credo che rifletteremo ancora sulla loro utilità in un acquario di piante in cui questi due elementi sono sovente invisi.
Low tech o high tech?
Non ho grosse preferenze e normalmente colgo la sfida dell'uno e dell'altro sistema con la stessa frenesia, con la medesima passione e con lo stessa tenacia. Li considero semplicemente due distinti metodi d'approccio per la crescita delle piante. Quando usati correttamente, possono dare grosse soddisfazioni, anzi per quello che mi riguarda, immense soddisfazioni, basta vedere i risultati ottenuti con la piccola vasca in "Walstad Style". Ovviamente, la gestione, la cura e l'impegno, è ampiamente diversa, come è differente l'esborso finanziario per la loro realizzazione. Sono dell'avviso che ogni appassionato che si rispetti, dovrebbe provare entrambe le soluzioni, non tanto per fare un esperimento, quanto piuttosto per la propria crescita professionale che ogni tipologia di allestimento insegna e offre.

Com'è mutata secondo te l'acquariofilia in questi ultimi anni?
Sembra [ ho questo sentore] che il mercato sia in mutazione, non tanto per il numero di appassionati, che rimane sufficientemente stabile, quanto piuttosto per le qualità richieste. L'acquariofilo tipo, chiede disponibilità, professionalità e novità, oggi chiede molto, molto di più che in passato. Sono instancabili appassionanti, che cercano confronto, linee sempre più spinte a volte anche "griffate", il tutto per soddisfare la loro passione, la loro voglia di crescere. Avendo l'opportunità di saggiare di persona questa sensazione operando per diletto in un negozio del settore, noto in molti clienti questa tendenza, cercano piante appena immesse sul mercato, vogliono informazioni e le basi per poterle coltivare al meglio, magari quando lo stesso venditore non ha ancora avuto l'opportunità di testarle.
Quanto conta la passione e quanto, invece, la tecnica e l'esperienza?
Il vero motore, o meglio lo stimolo, viene dalla passione, senza questo elemento, o quando questo fattore è debole, diventa faticoso andare oltre quei piccoli problemi che s'incontrano nel tragitto e solamente dei risultati apprezzabili, stimolano la successiva crescita, ma la strada risulta davvero difficile.
La passione, è un infallibile collaboratore per tutte le persone che si avvicinano all'acquariofilia, è il carburante per qualunque hobby. Se poi, si ha la gran fortuna di avere anche una qualche nozione tecnica, nata nell'ambito lavorativo proprio, il divertimento è assicurato.
Resta che, questi tre elementi, quando uniti in un unico scopo, creano delle possibilità talmente ampie, da superare agevolmente qualsiasi ostacolo. Insomma credo che si nasca appassionati e si diventi con il tempo, esperti in tecniche diverse.
Ti diletti anche professionalmente con l'acquariofilia, svolgendo un'attività di consulente presso un negozio di acquari, quanto conta, secondo te, il contatto con il consumatore finale?
Era l'unico sistema che conoscevo per sviluppare la passione, per coltivare le tecniche, per crescere e sviluppare il desiderio di possedere una maggiore esperienza. In effetti, svolgo l'attività di consulente, presso un importante negozio, sito in quel di Casatenovo [prossimo ad una fiorente cittadina brianzola, che porta il nome di Monza]. In realtà, come spesso accade in questi casi, non lo considero un un lavoro, né mi sento un vero e proprio consulente, semplicemente, sono lì a divertirmi [nel vero senso del termine].
In quel negozio mi sento a casa, praticamente in famiglia, una sensazione unica, che unita al sensazionale staff con cui mi diletto mi rende orgoglioso di esserne parte. Sensazioni, che solo chi ha avuto l'opportunità di vedermi impegnato a trafficare, nell'intento di divertirmi, potrebbe cogliere nella loro pienezza. Il contatto con i clienti è fantastico, sembra di essere al bar, mentre in amicizia si beve una buona e gustosa birra, ovviamente non sono parole mie, ma di clienti che passano spesso l'intera giornata a oziare in questo luogo, o che semplicemente vengono a trovarci per il solo gusto di farlo.
Non bisogna ad ogni buon conto tralasciare quella professionalità unica, dovuta al cliente che si presenta, e/o che, per la prima volta, si avvicina a questo mondo fantastico, il contatto è importante, anzi fondamentale, per una relazione stabile e duratura. Una relazione che deve essere alla pari [o almeno cosi dovrebbe essere], in un continuo confronto, in un'ininterrotta crescita. Talvolta succede che i loro problemi diventano i nostri problemi, ed in alcuni casi, le loro soluzioni [quando importanti e confermate] diventano le nostre soluzioni. Si ha la netta impressione di essere dentro una spirale ascendente, dove anche l'ultimo arrivato ti può insegnare e/o far vedere cose nuove, parametri nuovi e soluzioni innovative che tu stesso non nascondi gelosamente e che, alla prima occasione divulghi ad altri. Un bel modo di crescere, un bel modo di sviluppare la passione, non trovate anche voi??
In negozio sono presenti alcune vasche di piante, nate dalla passione, dall'esperienza e tecnica acquisita nel tempo e durante l'arco della settimana, appena ho del tempo libero a disposizione corro negozio. Sono davvero rare le occasioni in cui posso abbandonarmi totalmente a quelle vasche.

Quanti acquari possiedi?
Sicuramente troppi, con il rischio di dimenticarsene alcuni, ma la frenesia delle prove, dei test di conduzione, mi ha fatto raggiungere quota 8. Sparsi ormai ovunque, dal negozio di acquariofilia a casa, sopra mensole o portavasi in legno, addirittura sopra una fantastica credenza del ‘700 restaurata diversi anni fa!!! [altra intensa passione, oramai scemata].
L'allestimento che resiste alla mia voglia di fare e rifare è posto in negozio, l'ho definito la vasca degli esperimenti o la vasca dei test, una vasca che ha subito [non potrei usare termine migliore] tantissime prove di volo. Nella stessa vasca ho provato di tutto, concimi d'ogni tipo, marca e modello. Questa vasca, o meglio, l'esperienza acquisita in quest'acquario, unita all'esperienza del plantacquario di discus [ovvero quella di casa], sono state tangibilmente importanti per i futuri progetti di aquascape creati e gestiti.
Ho iniziato a dosare fosfato e nitrato in assoluta autonomia [confezionandomi in una sorta di fai da te, prodotti che contenessero questi elementi], certo che il loro apporto si mostrava fondamentale, com'ero certo che, per crescere sane e belle, le piante dovevano essere nutrite per bene, anche con tutto il resto, dalla Co2 alla luce, passando per macro e microelementi. Ultimamente, ho trovato nella Elos [azienda Italiana del settore], una ottima linea di prodotti. Mi sono accorto, che sono prodotti equilibrati, soprattutto danno l'opportunità di rendere standard l'approccio con le vasche di piante, il tutto rapportando le quantità erogate sulla disponibilità [in fatto di wattaggio] della fonte luminosa.
Per quest'anno ho in mente un altro progetto, proprietario del negozio permettendo, che consiste nell'allestire una nuova vasca in prossimità dell'esposizione d'acquari, una vasca rimasta lì nel magazzino a prendere polvere da diverso tempo. Questa volta sarà diversa, la vasca che ho in mente avrà l'acqua salata, avete capito bene ... in altre parole sarà una vasca marina in tutto e per tutto. Vorrei applicare l'idea di aquascape appresa con il dolce, alle vasche marine, non sarà una facile strada, primo perché non conosco nulla di questo mondo, so solo, che i colori, le forme e i particolari di queste vasche sono bellissimi, secondo, perché dovrò totalmente affidarmi, almeno per il primo periodo, all'esperienza dei colleghi commessi ... ma questa è tutta un'altra storia. Il resto delle mie vasche passate [riferite allo scorso anno] e presenti, le vedete ritratte nelle fotografie dell'articolo